BREVI RECENSIONI
 

Di seguito una carrellata di micro-recensioni...

 

NARRATIVA

 



Siamo nel 1918 in una tranquilla cittadina dell’Alta Ungheria lontana dal fronte, quattro ragazzi decidono di ribellarsi all’adulto,violento e bugiardo mondo che li circonda… Un romanzo scritto splendidamente racchiuso nel Purgatorio di una intima riflessione sul destino di ogni “rivolta”.


Dodici ironici, tragici, quotidiani e brucianti racconti capaci di inchiodare la società statunitense all’abisso di un grande sogno, quello “americano”, andato in frantumi. Un volume stampato nel 1981 che ha ispirato un’intera generazione di scrittori (si pensi ad esempio a David Leavitt) made in U.S.A. Indimenticabile.



Libro centrale della corrente minimalista, “Ballo di famiglia” descrive in modo spietato la società americana della metà degli anni ’80. Il libro di Leavitt, ancor prima d’essere un libro, è un’intera generazione, una generazione delusa. E’ stato,fra le altre cose, l’autore che ha coniato (e descritto) il termine (fenomeno sociale) Yuppies.



Francou,la giovane protagonista. Una famiglia chiusa in se stessa. Una proprietà agricola sperduta nella campagna francese. Un delitto e...Francou che l'amore condurrà oltre la noia e l'ipocrisia. Un romanzo di indagine esistenziale degno di un Sartre eccezionalmente ispirato.

 



Un dottore, interdetto dalla professione medica per ragioni oscure, vive da solo in una misera baracca in mezzo ad un bosco. Ogni giorno riceve la visita del Vetturale il quale, ogni santo giorno, gli chiede di ritornare alla locanda a giocare a watten (popolare gioco di carte). Ma il Dottore non vuole più giocare a watten… Un romanzo “monologante” folle e ossessivo, ricorda per genialità “assurda” l’opera teatrale “Aspettando Godot” di S. Beckett.



Con la solita maestria psicologica e narrativa Kundera affronta gli abissi del tempo, della nostalgia e della dimenticanza. Irena e Josef, dopo venti anni di esilio e dopo la caduta del regime comunista, decidono di ritornare in Cecoslovacchia. Due "esuli ovunque" antichi conoscenti si rincontrano, si amano e non si riconoscono.



Quando non si conosce il senso della propria felicità,si finisce con il perdersi in stupide scommesse o in tautologiche peregrinazioni. Questo, forse, è il messaggio che la Berberova ci ha voluto regalare raccontandoci, con la consueta essenzialità e concisione, le vicende di Tanja "puttana" non di mestiere ma nel cuore.



Recuperando il mito del minotauro e del labirinto,una prigione di specchi,l'autore parla di quell'angosciante ricerca che è la vera libertà. Può risultare interessante confrontare il testo di Durrenmatt con un racconto, presente nel volume L'Aleph intitolato "La casa di Asterione", di J.L.Borges - le due opere affrontano e reinterpretano il medesimo mito.

 



Serviva Milan Kundera (La festa dell'insignificanza, ed. adelphi) a farmi capire che esistono uomini attaccati "alla serietà delle grandi verità ". E se le verità fossero insignificanti? E se tutto fosse tremendamente banale? E se le verità diventassero serie e grandi perché l'uomo le desidera così? In fondo l'essere umano è un po' megalomane ed egocentrico... un bel romanzo breve ricco di spunti... tutto parte dalla moda dell'ombelico scoperto... solo un grande scrittore da un simile banale spunto può trarre una storia interessante e profonda...




Premio Nobel nell'anno 2011. Notevolissimo poeta. Un breve testo capace di far vedere la genesi di un grande poeta. La poesia nasce dal sentimento di diversità...



Due citazioni.
"Ma tutti gli anni sono stupidi. E' una volta passati che diventano interessanti" (cap. IX). "Cominciavo a capire che nulla è più inabitabile di un luogo dove si è stati felici" (cap. XI).
Opera perfetta di Pavese. Una spiaggia, una vacanza, un gruppo di amici (persone mature), una coppia (Clelia e Doro). Il protagonista registra attimo dopo attimo il velo di incomunicabilità presente fra i due coniugi. 
La prima citazione parla della stupidità del tempo, animale terrificante capace di assumere un senso solo nel momento della rivisitazione ad opera della memoria. La seconda citazione raffigura una profonda frattura esistenziale associata all'inabitabilità del contesto nel quale si è stati felici (la delusione e l'amarezza impongono di non restare nel luogo della passata felicità, pena l'annullamento della felicità originaria). Straordinario romanzo breve fra l'analisi psicologica freudiana e il silenzio dell'esistenza.


 

POESIA

 



Il cinese Bei Dao è in grado di esprimere una poeticità di annullamento e morte priva però di qualsivoglia retorica nichilista. Le poesie raccolte in Speranza Fredda scandaglianole distanze dell’esistere e le prigioni dell’esserci – veramente fuori dal comune la vis emotiva controllata e silenziosa con cui Dao scrive.

 


Uno dei più interessanti contemporanei (classe 1955) poeti inglesi. Condivide con S. Armitage e M. Hofmann l’uso tagliente dell’ironia e la capacità di piegare le tradizionali forme poetiche al suo respiro in versi. Caratteristica dominante della poetica di McKendrick è l’attenzione per tutto ciò che è marginale, per tutto ciò che è “soglia”.



L’intelligenza espressiva di Cattafi sedimenta una poeticità di una essenzialità lirica, diretta e pungente, molto rara. La produzione del Nostro può, come giustamente afferma G.Raboni nell’introduzione, essere suddivisa in due stagioni creative ben distinte: una prima dal 1943 al 1963 caratterizzata da forti accenti ermetici e una seconda dal 1971 al 1979 (anno della morte) segnata da una riflessività pacata immersa in una poetica attenta alla concretezza e alla quotidianità.



Un’interessante opera antologica, comprendente testi scritti tra il 1951 e il 2001, di quello che è considerato essere il più grande poeta francese vivente. La complessa produzione creativa di Bonnefoy tocca temi metafisico-mistico-arcadici di una essenzialità dai tratti zen.

SAGGISTICA

 



Un breve saggio, scritto da una celebre (laureata in filosofia) pornostar francese, avente come oggetto di trattazione la pornografia e gli stereotipi sociali ad essa collegati. Pur essendo una lettura liberante dal punto di vista etico e morale, la tesi sostenuta dall’autrice, ossia la pornografia come sintesi di arte e di emancipazione sessuale della donna, risulta essere massificante e un po’ banale.



“Politici e manager senza visione del futuro hanno trasformato l’Italia in una colonia industriale. Per recuperare terreno occorre una politica economica orientata verso uno sviluppo ad alta intensità di lavoro e di conoscenza”. In un intenso e breve saggio il sociologo Gallino ripercorre e analizza la storia dell’industria italiana del XX secolo. Testo sociologicamente e politicamente illuminante. Davvero divertente la parte (pag. 96 e seguenti) in cui viene dimostrata la stupidità e inadeguatezza delle richieste “riformiste” più volte gridate dalla Confindustria italiana.